© Julien Champolion - polaRYSE / 11th Hour Racing
Domenica 1° novembre, alle 13:02 CET (12:02 UTC), taglierò la linea di partenza della Route du Rhum-Destination Guadeloupe. Si tratta dell’ultima regata della nostra stagione 2026 e della mia prima transatlantica in solitario a bordo dell’11th Hour Racing, il nostro IMOCA da 60 piedi dotato di foil. Mi aspettano 3.542 miglia nautiche (6.560 chilometri) fino a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa. Nessuno con cui condividere i turni di guardia, le manovre o le decisioni.
Questa regata rappresenta una pietra miliare fondamentale per me. È un altro passo avanti verso il Vendée Globe del 2028, ma è anche un’ regata davvero importante di per sé. È l’obiettivo della stagione per il nostro team e vogliamo fare bene. Dobbiamo considerarla un evento di grande rilievo, non solo una voce da spuntare sulla lista.
In linea retta, le prestazioni della barca sono piuttosto simili sia che si navighi con l’equipaggio sia da soli. Ma quando si naviga in solitario, bisogna riflettere su ogni manovra: quanto tempo richiederà, quanto tempo e velocità si perderanno con un cambio di vela. Bisogna arrivare al traguardo non freschi, ma con ancora un po’ di lucidità mentale. Doppiare la Guadalupa non è facile, ed è proprio lì che si possono commettere errori gravi.
Sarò sincero: navigare da sola in oceano e non è mai stato il mio sogno. Dopo due campagne olimpiche e la vittoria nella The Ocean Race nel 2023, come primo italiana a riuscirci, so quanto mi piaccia navigare in equipaggio. Adoro avere altre persone a bordo con me. Ma questa è una sfida che voglio lanciare a me stessa: dimostrare che posso farcela, e farlo bene. Lo trovo motivante. Anzi, emozionante.
Dopo tre regate dall’inizio della stagione, sono in testa delle IMOCA Globe Series, il campionato mondiale annuale della classe, con 356 punti. Ho un vantaggio di 76 punti su Sam Goodchild, attualmente secondo e campione in carica dello scorso anno. Un piazzamento tra i primi sei in Guadalupa mi garantirebbe il titolo 2026 e diventerei la prima donna in assoluto a conquistarlo.
Al momento non sento molta pressione. Ma so che questa è una regata importante. C’è qualcosa di magico in tutto questo. Alla fine, però, ci sono solo una linea di partenza e una linea di arrivo. Tutto il resto è solo rumore di fondo.
Negli ultimi dieci giorni a Saint-Malo abbiamo aperto le nostre porte a oltre 150 persone provenienti da associazioni locali. Giovani e persone in cerca di lavoro interessate alle professioni della nautica. Famiglie assistite dai servizi sociali locali e dalle ONG. Donne in remissione dal cancro. Giovani donne provenienti dalle zone rurali. Abbiamo persino organizzato una visita guidata in lingua dei segni.
Nel corso della mia vita ho tratto ispirazione da altre persone, soprattutto donne e velisti, che hanno realizzato cose straordinarie con i loro progetti. Ora tocca a me. Sono una persona piuttosto normale. Potrebbero chiudersi nove porte davanti a te, ma basta che se ne apra una sola perché accada qualcosa di straordinario.