Tornare a casa in Italia è sempre un dono: le radici sono profonde
A gennaio, l’Italia mi ha regalato tre giorni pieni zeppi di interviste e incontri, ma ciò che mi è rimasto più di ogni altra cosa sono i profondi legami umani che ho instaurato, dalle luci abbaglianti degli studi televisivi alla sala stampa gremita del Mapei Stadium.
I miei due giorni a Milano sono stati una vera e propria maratona di parole, tra onde radio, onde televisive e carta stampata! Il primo grande momento è stato partecipare al popolare programma «Kilimangiaro» su Rai 3, dedicato alla vita all’aria aperta, ai viaggi e all’ambiente. Portare un po' di "blu" nelle case di tutti, condividere la mia storia - e la fragilità del nostro oceano - è una missione che mi sembra ogni giorno più importante e che sono davvero felice di condividere.
Il tono è poi cambiato, diventando più intimo, durante la mia chiacchierata con il «Corriere della Sera» – il quotidiano nazionale – quando abbiamo guardato al futuro e al Vendée Globe 2028, riflettendo su cosa significhi davvero essere un velista oggi. L’intervista con Radio Popolare è stata schietta e senza filtri: lo spazio perfetto per parlare di attivismo e inclusione, temi che per me hanno lo stesso valore di una grande prestazione in regata.
Nel bel mezzo di questo vortice milanese, un momento particolarmente speciale è stato visitare la sede della mia casa editrice, Tea Libri. Entrare nel luogo in cui le mie parole hanno preso forma per la prima volta sulla carta, prima di recarmi alla Libreria del Mare nel cuore di Milano per la presentazione del libro, mi è sembrato come chiudere un cerchio perfetto. Incontrare i lettori di persona, rispondere alle loro domande e vedere lo sguardo nei loro occhi mi ha ricordato perché sento il bisogno di condividere le mie sfide: lo faccio per non sentirmi sola. In poche ore ho incontrato persone incredibili – giornalisti, tecnici, editori e sognatori – con cui ho subito legato.
Tra un appuntamento e l’altro, correndo da una parte all’altra della città, sono persino riuscito a fare una breve visita al Media Centre di Milano Cortina 2026. Da ex olimpionico, è stato affascinante dare un’occhiata alla “sala macchine” del centro informazioni che racconterà la storia dei prossimi Giochi Olimpici Invernali. È stato un breve tuffo in quell’atmosfera dei cinque anelli che mi riporta sempre alla mente ricordi così emozionanti.
Frankie, Simona Giorgetta di MAPEI e il nuotatore artistico Giorgio Minisini | ©Foto Vignoli per MAPEI
Il terzo giorno, il viaggio è proseguito a Reggio Emilia per l’evento «1-1 Parole al centro», tenutosi nella sala stampa dello Stadio Mapei. Salire sul palco per parlare non solo di sport, ma anche di diritti, è stato incredibilmente emozionante, così come affrontare il tema della lotta alla violenza di genere e il ruolo che lo sport deve svolgere come piattaforma per il rispetto e l’uguaglianza. In mare, siamo tutti uguali di fronte agli elementi, e credo fermamente che lo sport sulla terraferma debba imparare questa lezione: non importa chi sei, ciò che conta è come ti muovi verso il cambiamento.
L'accoglienza da parte di Mapei è stata straordinaria. Ho stretto la mano e scambiato idee con persone che condividono la mia visione del mondo e con le quali spero sia iniziata una collaborazione e un'amicizia durature.
Ora sono tornato nella mia seconda casa negli Stati Uniti, portando con me i volti e le storie di tutte le persone che ho incontrato in quei tre giorni: persone autentiche che spero di rivedere molto presto…
Frankie